Il bovaro del Bernese, dieci anni e nessuna grave malattia, sarebbe stato lasciato in clinica perché la famiglia voleva prendere un cucciolo.

Era arrivato in clinica alle 14 con una richiesta di eutanasia. Dodici minuti più tardi, Brioche, un bovaro del Bernese di dieci anni, continuava ad appoggiare la testa sulle ginocchia delle persone sedute in sala d’attesa.

Secondo il racconto di un’assistente veterinaria, il cane non presentava patologie tali da giustificare la soppressione. Sulla scheda consegnata dalla coppia che lo accompagnava sarebbe stato indicato un motivo diverso: l’arrivo di un cucciolo e la presunta difficoltà di farlo convivere con un animale ormai anziano.

La veterinaria, dopo aver visitato il cane, ha respinto la richiesta. Brioche è stato poi accolto dall’assistente e portato nella sua nuova casa.

Brioche portato in clinica senza essere malato

La coppia si sarebbe presentata con il cane al guinzaglio corto, senza portare con sé coperte o oggetti personali. Alla domanda sulle sue condizioni, la donna avrebbe risposto: “Niente di particolare. Sta diventando vecchio. E andremo a prendere un cucciolo, con lui sarebbe complicato.”

Brioche camminava lentamente, ma non mostrava paura. Nella sala d’attesa si era avvicinato alle persone presenti, lasciandosi accarezzare da una donna anziana e da un bambino.

Durante la visita, la veterinaria avrebbe controllato il cuore, i polmoni, le articolazioni e gli occhi. Il cane si sarebbe lasciato esaminare senza opporre resistenza.

Terminati gli accertamenti, la professionista ha rinunciato a preparare l’iniezione e ha scritto sulla scheda, con una penna rossa, una sola parola: “RIFIUTATO.”

La coppia lascia il cane nella struttura

Di fronte alla decisione della veterinaria, i proprietari non avrebbero insistito. L’uomo avrebbe detto: “Bene, fatene quello che volete. Noi dobbiamo andare.”

La coppia è quindi uscita dalla clinica senza portare con sé Brioche. Il cane li avrebbe seguiti con lo sguardo fino alla porta, alzandosi con fatica come se aspettasse di essere richiamato.

Nel parcheggio, sul sedile posteriore della loro automobile, l’assistente avrebbe notato una coperta nuova e un guinzaglio ancora confezionato, presumibilmente destinati al cucciolo che la famiglia intendeva accogliere.

Per il resto del pomeriggio, Brioche è rimasto sdraiato accanto alla porta a vetri. A ogni rumore proveniente dall’esterno sollevava la testa, continuando ad aspettare il ritorno delle persone con cui aveva vissuto.

L’adozione da parte dell’assistente veterinaria

Intorno alle 17, l’assistente si è avvicinata al cane e gli ha chiesto: “Vieni con me, Brioche?”

L’animale non avrebbe reagito immediatamente. Dopo alcuni istanti, però, ha appoggiato la testa sulla spalla della donna, che quella sera ha deciso di portarlo a casa.

Ad attenderlo c’era la figlia di otto anni dell’assistente. La bambina si è seduta sul pavimento senza avvicinarsi bruscamente. Brioche ha annusato la stanza e si è poi sdraiato accanto a lei.

“È il cane che non abbiamo ucciso”, avrebbe sussurrato la bambina.

Da allora il bovaro dorme accanto al suo letto, la accompagna per casa e continua a reagire quando un’automobile rallenta davanti all’ingresso. Dopo qualche istante, però, torna sempre accanto alla nuova famiglia.

La scheda della richiesta di eutanasia sarebbe rimasta sulla scrivania della clinica. Sotto il motivo indicato dai precedenti proprietari compare ancora la decisione della veterinaria: “RIFIUTATO.”

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