Cumin, due anni, sarebbe stato scoperto nel vano posteriore durante una sosta. Sul collare un messaggio scritto a mano.
Un guaito soffocato proveniente dal retro di un camion bestiame ha attirato l’attenzione di una vigile del fuoco volontaria durante un intervento notturno in un’area di pedaggio. Nel compartimento posteriore del mezzo, tra due casse sporche, la donna avrebbe trovato Cumin, un chihuahua di due anni bagnato, impaurito e con un collare troppo stretto.
L’episodio sarebbe avvenuto martedì 12 maggio 2026, alle 3.41. La squadra era stata chiamata per assistere una persona colta da malore nell’area di servizio. Mentre i soccorritori erano impegnati, la volontaria ha sentito più volte un verso provenire dal veicolo parcheggiato.
Il camionista avrebbe minimizzato, definendolo “Un rumore della merce.” La donna ha quindi deciso di controllare il vano, forzando il chiavistello con il piede di porco in dotazione.
Cumin trovato nel compartimento posteriore del camion
Secondo il suo racconto, il mezzo sarebbe dovuto ripartire dopo sette minuti. Il chiavistello ha ceduto al secondo colpo, permettendole di raggiungere il fondo del compartimento.
Cumin era rannicchiato tra due casse, completamente fradicio e incapace di muoversi per la paura. Indossava un collare di nylon arancione fluorescente, stretto sotto il mento.
Attaccata al collare c’era un’etichetta plastificata con una frase scritta a pennarello nero:
“Mi chiamo Cumin. Non sono scappato. Mi hanno messo qui.”
Sul retro del cartellino era stato disegnato un sole con una matita gialla. La grafia, descritta come infantile, ha fatto ipotizzare che il messaggio fosse stato preparato da un bambino.
Il recupero del chihuahua sotto la pioggia
Il cane non si sarebbe avvicinato immediatamente. Tremava e restava schiacciato contro la cassa. La vigile del fuoco ha appoggiato il casco a terra e gli ha mostrato la mano, evitando movimenti bruschi.
“Ti ho visto”, gli avrebbe detto.
Dopo alcuni istanti, Cumin ha posato una zampa sul guanto della soccorritrice. La donna lo ha quindi sollevato e protetto con la propria giacca, mentre il camionista protestava per l’apertura del veicolo.
Nel racconto non vengono precisati il luogo esatto, la destinazione del camion, l’identità del conducente né gli eventuali accertamenti successivi. Non sono inoltre indicate le condizioni veterinarie del chihuahua o la presenza di un microchip.
Resta da chiarire chi abbia collocato il cane nel compartimento e chi abbia scritto il messaggio fissato al collare.


