La cecità aveva scoraggiato molte adozioni. Poi una persona ha deciso di fermarsi e offrirgli quella casa che aspettava da tempo.

Per molto tempo è rimasto nel rifugio senza essere scelto. La sua cecità, e la maggiore attenzione necessaria per accudirlo, rappresentavano un ostacolo per molte delle persone che arrivavano in cerca di un cane da adottare.

Lui, però, continuava a reagire a ogni voce e a ogni passo. Quando qualcuno si avvicinava, tendeva il muso e scodinzolava, aspettando un contatto. Quasi sempre, poco dopo, quelle stesse persone proseguivano oltre.

Per orientarsi non poteva contare sulla vista. Aveva imparato a riconoscere gli odori, il tono delle voci, i rumori e la presenza di chi gli stava vicino.

Il cane cieco che nessuno sceglieva al rifugio

La sua condizione richiedeva qualche attenzione in più, soprattutto negli spostamenti e nell’adattamento a nuovi ambienti. Proprio questo aveva finito per ridurre le possibilità di adozione.

La situazione è cambiata quando una persona si è fermata davanti a lui e ha deciso di conoscerlo senza considerare la cecità come un limite insuperabile.

Il primo contatto è stato semplice: una mano sulla testa, una voce tranquilla e il tempo necessario per permettergli di capire chi avesse davanti. Da lì è iniziato un percorso diverso.

Una nuova casa costruita attraverso suoni e odori

Oggi il cane vive fuori dal rifugio e ha imparato a muoversi nel nuovo ambiente sfruttando gli altri sensi. Riconosce la casa attraverso gli odori, segue le voci familiari e individua la presenza delle persone dal rumore dei loro passi.

Anche all’aperto riesce a orientarsi facendo affidamento sulla fiducia costruita con chi si occupa di lui.

La perdita della vista non gli impedisce di giocare, cercare compagnia o godersi una passeggiata sull’erba. Ha semplicemente sviluppato un modo diverso di conoscere ciò che lo circonda.

Dopo una lunga attesa arriva l’adozione

La storia che per mesi sembrava destinata a rimanere ferma nel rifugio ha così avuto un esito diverso. Il cane ha trovato una famiglia disposta ad adattare piccoli aspetti della quotidianità alle sue esigenze.

Non può riconoscere un volto o osservare ciò che accade intorno a lui, ma distingue perfettamente le persone familiari attraverso la voce, il profumo e il contatto.

Dopo essere stato escluso più volte proprio a causa della sua disabilità, oggi può contare su un ambiente stabile e su persone che hanno deciso di occuparsi di lui senza considerare la cecità un motivo per rinunciare all’adozione.

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