Al rifugio restava spesso in disparte. Poi qualcuno ha visto il suo volto, è andato a conoscerlo e non ha più avuto dubbi.
Era arrivato al rifugio con una malattia rara, un corpo fragile e uno sguardo segnato dalla sua condizione. I volontari si prendevano cura di lui, ma quando arrivavano le persone interessate a un’adozione, quasi sempre passavano oltre.
I gattini più giovani e sani attiravano l’attenzione. Lui, invece, restava nel suo spazio, senza lamentarsi, accettando carezze e attenzioni con calma.
Poi qualcuno ha visto una sua fotografia.
È bastato quel primo incontro a distanza per spingere una persona ad andare al rifugio. Quando si sono trovati finalmente uno davanti all’altro, il gatto ha annusato la sua mano e ha iniziato a fare le fusa.
La decisione è arrivata subito: sarebbe tornato a casa con lui.
Nei primi giorni il gatto ha iniziato a conoscere un ambiente completamente nuovo. Un letto caldo, il cibo, le stanze da esplorare e una presenza costante accanto a sé. Poco alla volta ha cominciato a seguire il suo nuovo proprietario per casa e ad addormentarsi vicino a lui.
La malattia non è scomparsa e continua a far parte della sua quotidianità. Ma oggi la sua vita è molto diversa da quella del rifugio.
Mangia, gioca, cerca il contatto e fa spesso le fusa. Il gatto che per tanto tempo era stato ignorato ha finalmente trovato una famiglia.



