Norman trovato con il muso stretto da una fascetta: non riusciva quasi più a respirare

Il cucciolo vagava solo, affamato e ferito. La fascetta gli aveva inciso profondamente il muso, lasciandogli una cicatrice ancora visibile.

Quando Norman è stato trovato, il suo muso era ancora segnato in modo evidente.

Una fascetta gli stringeva la bocca così forte da avergli provocato una ferita profonda. Il cucciolo faticava a bere, a respirare normalmente e non riusciva nemmeno ad aprire la bocca come avrebbe dovuto.

Era solo, affamato e stordito.

Secondo il racconto di chi lo ha soccorso, Norman vagava sotto il sole in condizioni difficili, con il volto coperto di mosche e il corpo ormai provato dalla fame e dal dolore.

Quando finalmente qualcuno è riuscito ad avvicinarlo, il cucciolo ha reagito tremando. Ogni contatto sembrava metterlo in allarme, come se non riuscisse ancora a capire se quelle mani volessero aiutarlo o fargli ancora del male.

La priorità è stata liberargli il muso e curare la ferita.

Il segno lasciato dalla fascetta, però, non è scomparso. Sul volto di Norman è rimasta una cicatrice chiara che racconta ciò che ha vissuto prima del salvataggio.

Oggi il cucciolo è al sicuro e viene seguito da persone che si stanno occupando di lui. Il recupero non riguarda soltanto il corpo: nei primi tempi Norman continuava a mostrarsi spaventato e particolarmente sensibile ai movimenti e al contatto.

La cicatrice sul muso resta ancora lì, ben visibile. Ma non c’è più una fascetta a impedirgli di aprire la bocca, bere o respirare liberamente.

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