Il pastore bianco ha svegliato la donna mordendole il polso, poi ha sfondato una vetrata per trascinarla fuori dalla casa in fiamme.
Volcan è morto ieri sera alle 23.17 nella clinica veterinaria d’urgenza in cui era stato ricoverato dopo aver salvato la propria padrona da un incendio domestico. Il cane, un pastore bianco di sette anni, l’aveva svegliata nel cuore della notte e condotta fuori dal villino invaso dal fumo.
La donna si trova ora ricoverata nel reparto di pneumologia acuta, con una mano fasciata e la necessità di ricevere ossigeno. È la stessa mano che il cane aveva afferrato con i denti per costringerla a svegliarsi.
Soltanto due ore dopo la morte dell’animale, dal reparto le è stato consentito di telefonare alla clinica e chiamarlo un’ultima volta.
Volcan sveglia la proprietaria mentre il fumo invade la casa
L’incendio è scoppiato intorno alle 3 nel seminterrato, dove la caldaia aveva preso fuoco. Il fumo aveva già iniziato a salire verso le stanze superiori e a passare sotto le porte quando Volcan si è accorto del pericolo.
La proprietaria dormiva profondamente e non aveva percepito né l’odore né l’aumento della temperatura. Il cane è salito con le zampe sul letto e ha tentato inizialmente di richiamare la sua attenzione.
Di fronte all’assenza di reazioni, le ha afferrato il polso. Il morso le ha provocato una ferita alla mano destra, ma non aveva lo scopo di aggredirla. Volcan cercava di riportarla in stato di coscienza prima che l’inalazione del fumo rendesse impossibile la fuga.
La donna ricorda il respiro del cane vicino al viso e il suo sguardo fermo. Il messaggio che attribuisce a quegli istanti è uno solo: “Alzati.”
Il cane la guida fino alla cucina
La proprietaria, infermiera da quattordici anni, era già stordita dal fumo. Aveva le gambe instabili, la gola irritata e una sensazione di forte confusione.
Volcan ha iniziato a tirare la manica del pigiama, arretrando e tornando più volte verso di lei per impedirle di fermarsi o cadere. Era entrato nella sua vita nel 2019, quando la donna lo aveva adottato da cucciolo dopo essere stata colpita da un ictus.
Negli anni il cane aveva imparato a riconoscere i segnali di cedimento fisico della proprietaria, spesso prima degli strumenti medici. Quella notte ha ripetuto lo stesso comportamento, restando accanto a lei mentre cercava di attraversare le stanze.
Una volta raggiunta la cucina, la situazione era diventata ancora più critica. Il fumo era più denso e scuro. L’unica uscita immediatamente accessibile era una porta a vetri affacciata sul giardino, ma la donna non riusciva ad aprirla.
Le dita scivolavano sulla maniglia e i colpi di tosse le impedivano di esercitare forza.
La vetrata sfondata per aprire una via di fuga
A quel punto Volcan si è allontanato di alcuni passi, ha abbassato la spalla e si è lanciato contro la porta a vetri. Il primo impatto non è stato sufficiente. Il cane ha colpito una seconda volta, riuscendo a rompere la vetrata.
Le schegge sono finite sul pavimento, sulle zampe e nel mantello bianco dell’animale. Nonostante le ferite, Volcan non è corso verso il giardino.
È tornato dalla proprietaria, ha nuovamente afferrato la manica del pigiama e l’ha trascinata oltre il vetro rotto, portandola fuori dall’abitazione.
La donna è stata successivamente ricoverata per le conseguenze dell’inalazione del fumo. Il pastore è stato invece trasferito in una clinica veterinaria d’urgenza, dove le sue condizioni si sono aggravate fino alla morte avvenuta alle 23.17.
Dal letto numero 7 del reparto, la proprietaria conserva la mano fasciata con cui il cane l’aveva svegliata e il ricordo dell’ultimo gesto compiuto da Volcan: restare accanto a lei fino a quando non si è trovata fuori pericolo.


