La cagnolina ha inseguito l’auto per 142 secondi. Due ore dopo era ancora ferma accanto al cippo, in attesa dei proprietari.

Una station wagon grigia si è fermata davanti all’ingresso di un’area picnic chiusa per manutenzione. Dall’auto è scesa Praline, una cagnolina di tredici anni. Pochi istanti dopo la vettura è ripartita.

Lei ha cominciato a correre.

Ha seguito l’auto per 142 secondi, finché le forze non le sono mancate. Poi si è fermata accanto a un cippo chilometrico, sul bordo della strada provinciale. Vicino a lei c’era una ciotola pieghevole con alcuni resti di paté al salmone, ancora tiepidi.

A notarla è stata una postina che da undici anni consegna lettere e pacchi nelle campagne della zona. Conosce quasi tutti i cani delle fattorie isolate, ma non aveva mai incontrato Praline.

Praline resta immobile sul ciglio della strada

La postina l’ha vista inizialmente nello specchietto retrovisore: il pelo tricolore, le orecchie abbassate e il respiro affannoso. Praline non vagava e non cercava riparo. Era rimasta dritta accanto al cippo, con lo sguardo rivolto verso la curva dietro la quale era scomparsa l’automobile.

La lavoratrice ha dovuto proseguire il giro delle consegne. Due ore più tardi è tornata sul posto, sperando che qualcuno fosse venuto a recuperare l’animale.

La cagnolina era ancora lì.

Non si era sdraiata e non aveva toccato il cibo. Continuava a osservare la carreggiata, come se la sosta della station wagon fosse stata soltanto una breve separazione.

Quando la donna ha provato ad avvicinarsi, Praline ha fatto un passo indietro. Non ha abbaiato né mostrato aggressività. Una conducente di passaggio ha abbassato il finestrino e ha detto: “Forse è aggressiva, faccia attenzione.”

La postina ha scelto di non forzarla. Si è accovacciata a distanza e le ha parlato con calma.

“Non ti costringerò, Praline. Resto qui.”

La coperta per i pacchi e il viaggio verso la clinica

Dopo alcuni minuti, la cagnolina ha raggiunto la borsa da lavoro lasciata sull’asfalto. L’ha annusata e vi ha appoggiato il muso.

La donna ha allora aperto la coperta utilizzata abitualmente per proteggere i pacchi più delicati. Praline ha esitato, poi vi ha posato sopra una zampa. È stato il primo segnale di fiducia.

La postina l’ha sollevata e l’ha sistemata sullo scooter per condurla in una clinica veterinaria. Durante il tragitto, la cagnolina è rimasta con la testa appoggiata al gomito della donna, senza mai chiudere gli occhi.

Gli accertamenti hanno permesso di trovare il microchip. Praline aveva tredici anni, soffriva di artrosi e mostrava i primi segni di cataratta. Non risultava presentata alcuna denuncia di smarrimento.

La ciotola verde trovata accanto al cippo è stata portata via insieme a lei.

Una nuova casa per la cagnolina di tredici anni

Terminata la visita, la postina ha deciso di accogliere Praline nella propria abitazione. La cagnolina ora dorme nell’ingresso, vicino alle scarpe da lavoro della donna.

Ogni mattina si alza quando vede prendere la borsa delle lettere e accompagna la sua nuova proprietaria fino al cancello. Non rincorre più le automobili.

Resta davanti a casa ad aspettare il suo ritorno.

La prudenza non è scomparsa. Quando sente un motore rallentare nel vialetto, solleva la testa e osserva a lungo prima di avvicinarsi. Ma ogni sera riconosce lo scooter della postina e lascia il proprio posto accanto alla porta per raggiungerla.

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