Sasso, uno staffordshire bull terrier di quattro anni, è stato trovato disidratato in due metri quadrati di lamiera surriscaldata.

Era disteso su un fianco, con la bocca socchiusa e gli occhi aperti ma incapaci di seguire ciò che accadeva intorno. Nel box non c’era ombra. La ciotola era vuota e la lamiera aveva trasformato quello spazio di appena due metri quadrati in una struttura rovente.

Sasso, uno staffordshire bull terrier di quattro anni, sarebbe rimasto rinchiuso per undici giorni dopo la partenza dei proprietari per una vacanza. A liberarlo è stata una vigile del fuoco volontaria, intervenuta dopo la segnalazione di una vicina che aveva sentito deboli graffi provenire dal fondo del giardino.

La soccorritrice ha deciso di forzare la porta senza attendere l’autorizzazione del proprietario, ritenendo che il cane non avesse più tempo.

Sasso trovato nel box da giardino

L’intervento è avvenuto durante una giornata particolarmente calda. Il box, addossato a un muro e coperto da un tetto di lamiera, era chiuso con un lucchetto.

Attraverso una fessura, la vigile del fuoco ha visto una ciotola priva d’acqua e parte di una zampa immobile. Poco dopo ha individuato il cane, steso sul pavimento e con il respiro molto debole.

Sasso non reagiva ai richiami. I fianchi si sollevavano appena e la lingua appariva secca. Nel piccolo ambiente non era presente alcun punto riparato dal calore.

All’interno è stato trovato anche un biglietto:

“Partito per 1 settimana, torno domenica.”

La nota risultava datata undici giorni prima del ritrovamento.

Il lucchetto rotto con una mazza

Secondo il racconto della volontaria, le era stato chiesto di attendere il completamento delle procedure e il tentativo di contattare il proprietario. Le condizioni del cane l’hanno però convinta a intervenire immediatamente.

La vigile del fuoco ha colpito il lucchetto con una mazza. Al secondo tentativo, la serratura ha ceduto.

All’apertura della porta, dal box è uscita un’ondata di aria calda e stagnante. Sasso è rimasto immobile. La soccorritrice si è avvicinata lentamente e lo ha chiamato più volte per nome.

Il cane è stato portato all’ombra e avvolto in un asciugamano umido prima del trasferimento in una struttura veterinaria.

Grave disidratazione e colpo di calore

I primi accertamenti avrebbero evidenziato un colpo di calore, una grave disidratazione e uno stato di forte debilitazione. Le sue condizioni hanno richiesto un monitoraggio costante, mentre restavano presenti rischi legati alla prolungata esposizione alle alte temperature.

Durante le prime ore Sasso reagiva con paura ai rumori delle porte e ai movimenti improvvisi. Nella notte è riuscito a sollevare leggermente la testa e ad appoggiare il mento sulla mano dell’assistente che gli stava inumidendo le labbra.

La vigile del fuoco ha dichiarato di essere pronta a spiegare nel rapporto ogni passaggio dell’intervento e a rispondere del danneggiamento della serratura.

Nel racconto non vengono indicati il luogo preciso, le condizioni successive del cane né gli eventuali provvedimenti nei confronti dei proprietari. Resta da chiarire chi avrebbe dovuto occuparsi dell’animale durante la loro assenza e perché il box fosse rimasto chiuso per undici giorni.

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