Dopo il parto, una madre riceve un avvertimento sul cane di casa. Tornata a casa, mostra il rapporto tra il Pitbull e il bambino.
Prima delle dimissioni dall’ospedale, una madre si è sentita rivolgere una domanda precisa da uno dei medici: in casa c’erano animali?
La risposta è stata sì, sia gatti sia un cane.
Quando il medico ha chiesto di quale razza si trattasse e ha saputo che era un Pitbull blue nose, la reazione è stata immediata.
«Oh no, tenete il cane lontano dal bambino».
La donna racconta di essersi sentita infastidita dal commento, ma di aver preferito non replicare.
Il Pitbull e l’arrivo del neonato
Una volta tornata a casa, la famiglia ha iniziato la nuova quotidianità con il bambino e gli animali già presenti.
Il cane, che faceva parte della famiglia da prima della nascita, è stato quindi introdotto alla presenza del neonato con attenzione e sotto la supervisione degli adulti.
La madre ha poi condiviso un’immagine dei due insieme, spiegando di voler mostrare un’esperienza diversa rispetto alla diffidenza incontrata in ospedale.
Il tema della razza e della sicurezza
Il racconto riapre un tema spesso discusso quando in casa convivono cani e bambini piccoli.
Al di là della razza, la sicurezza dipende da diversi fattori: carattere del singolo animale, educazione, socializzazione, gestione degli spazi e soprattutto supervisione costante degli adulti.
Per questo motivo, nessun cane dovrebbe essere lasciato da solo con un neonato o un bambino molto piccolo, indipendentemente dalla taglia o dalla razza.
Nel caso raccontato dalla famiglia, il Pitbull è descritto come un animale affettuoso e ben inserito nella vita domestica, distante dall’immagine negativa che la madre aveva percepito nel commento ricevuto prima di lasciare l’ospedale.


