La cagnolina, di circa cinque mesi, è arrivata in condizioni critiche. Gli esami hanno evidenziato forte denutrizione e possibili problemi al fegato.

Il furgone dei volontari era già sulla strada del ritorno quando dal rifugio è arrivata l’ultima segnalazione della giornata. Nella fotografia compariva una minuscola Yorkshire rannicchiata all’interno di una scatola, visibilmente stanca e con lo sguardo spaventato.

È bastata quell’immagine per cambiare il programma. La squadra ha deciso di tornare indietro e recuperarla, evitando che trascorresse un’altra notte senza assistenza.

Al momento dell’arrivo, la bilancia ha segnato appena 700 grammi. La cagnolina era tanto magra da mostrare chiaramente le ossa sotto il pelo e, per le sue dimensioni, sembrava avere soltanto poche settimane di vita.

Perla, la Yorkshire ridotta a 700 grammi

La prima visita ha però chiarito che non si trattava di una cucciola appena nata. Secondo la valutazione iniziale, la Yorkshire avrebbe tra i quattro e i cinque mesi, un’età incompatibile con un peso così basso.

La crescita sarebbe stata compromessa da un lungo periodo di privazioni. Invece di aumentare di peso e svilupparsi regolarmente, il suo organismo avrebbe utilizzato ogni energia disponibile per sopravvivere.

Gli accertamenti hanno confermato uno stato di estrema magrezza e la presenza di un’infezione delle vie respiratorie superiori. Il veterinario ha inoltre rilevato un possibile ingrossamento del fegato.

I controlli per un possibile problema epatico

Le analisi del sangue hanno mostrato alcuni valori anomali che potrebbero essere compatibili con uno shunt epatico, una condizione che dovrà essere approfondita attraverso ulteriori esami diagnostici.

Durante i controlli è emerso anche un altro elemento particolarmente grave: lo stomaco della cagnolina era completamente vuoto. Le sue condizioni erano quindi legate non soltanto a una malattia ancora da definire, ma anche a una prolungata mancanza di alimentazione.

Perla è stata immediatamente sottoposta a terapia. Riceve farmaci, liquidi per via endovenosa e piccoli pasti distribuiti più volte durante il giorno e la notte, in modo da non sovraccaricare un organismo ancora estremamente debole.

Le cure e il nome scelto dai volontari

Nonostante la fragilità, la Yorkshire ha mostrato fin dalle prime ore una forte reattività. Ogni volta che i volontari provavano ad allontanarsi o a sistemarla nella cuccia, la cagnolina iniziava a piangere per richiamare la loro attenzione.

Una voce sorprendentemente intensa rispetto alle sue dimensioni, che ha contribuito alla scelta del nome: Perla.

Il suo quadro clinico resta delicato e saranno necessari ulteriori controlli per comprendere la natura delle anomalie riscontrate. Nel frattempo proseguono l’alimentazione controllata, le terapie e il monitoraggio costante.

“Finché continuerà a lottare, lotteremo al suo fianco.”

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