Il malinois reduce da due missioni nel Sahel è ricoverato in neurologia veterinaria dopo l’aggressione avvenuta dietro l’alloggio militare.
Lichen ha avuto un ictus ieri pomeriggio, alle 16.25, nel giardino alle spalle della residenza militare in cui viveva dopo il congedo dal servizio operativo. Poco prima, una pietra del peso di circa ottocento grammi era stata lanciata da una finestra e lo aveva colpito.
Il cane, un malinois di sette anni impiegato in due missioni nel Sahel, è stato trasferito al servizio di neurologia veterinaria di guardia. La sua pettorina K9 è rimasta nella sala d’attesa accanto alla donna che lo accudisce, capitano aiutante delle forze speciali.
Secondo quanto riferito, a scagliare la pietra sarebbe stato un vicino pensionato che negli ultimi tre mesi aveva già contattato quattro volte il canile per lamentarsi dei latrati dell’animale. Lichen, però, non era un cane privo di controllo né un animale lasciato libero senza sorveglianza. Dopo la riforma, stava affrontando un lungo percorso di adattamento alla vita civile.
Lichen, il malinois reduce dalle missioni nel Sahel
Il cane aveva preso parte a due missioni operative e portava ancora le conseguenze dell’imboscata avvenuta nel maggio 2024 nel villaggio di A. In quella circostanza era morto il sergente K., il suo conduttore cinofilo di riferimento.
Da allora Lichen aveva sviluppato una forte reattività a rumori metallici, ombre improvvise e suoni collegati all’esperienza vissuta sul campo. Dormiva raramente in posizione completamente rilassata e, anche negli ambienti chiusi, cercava spesso una porta, una via di uscita o un’indicazione precisa.
Dopo il congedo era stato affidato al marito della militare per accompagnarlo gradualmente fuori dalla dimensione operativa. I due avevano partecipato insieme a sei dispiegamenti.
Il passaggio alla vita domestica era stato lento. All’inizio Lichen evitava le piastrelle chiare e restava fermo sulla soglia del soggiorno. Per tre settimane non si era avvicinato con tranquillità alla ciotola collocata vicino alla vetrata. Aveva impiegato due mesi prima di riuscire a dormire senza sobbalzare al rumore di una persiana.
Soltanto dopo quasi un anno aveva iniziato a cercare spontaneamente il contatto con la donna, appoggiando la fronte sul suo ginocchio quando rientrava dalla base.
I rumori che riattivavano il trauma
Tra i suoni che provocavano le reazioni più evidenti c’era il fischio di una pentola a pressione proveniente dall’abitazione vicina. Si ripeteva quasi ogni sera, intorno alle 18.
Per chi viveva nel quartiere si trattava di un normale rumore domestico. Per Lichen, invece, quel suono richiamava l’autoclave utilizzata nella mensa da campo del sergente K. prima delle partenze in pattuglia.
Il cane si abbassava sul pavimento, cercava una via di fuga e talvolta si avvicinava alle scarpe della donna gemendo. Erano reazioni legate a un’esperienza operativa mai del tutto superata, non manifestazioni di aggressività.
La famiglia sostiene che il vicino fosse a conoscenza delle difficoltà dell’animale. Nonostante questo, avrebbe continuato a considerare i latrati come un problema da eliminare, fino all’episodio avvenuto nel giardino della residenza.
La pietra lanciata dalla finestra e il ricovero
I fatti si sono verificati alle 16.25. Lichen si trovava all’esterno e tremava quando la pietra è arrivata dall’alto. Poco dopo il cane ha manifestato i sintomi dell’ictus ed è stato portato d’urgenza nella struttura veterinaria specializzata.
La donna che lo accompagna ha ricostruito l’accaduto dalla sala d’attesa, mentre il marito era ancora raggiungibile attraverso il telefono satellitare. Davanti a lei, sul tavolo, era rimasta la pettorina K9 utilizzata dal malinois durante il servizio.
Le condizioni neurologiche dovranno essere valutate dai veterinari di guardia. Al momento non sono stati comunicati dettagli sull’entità dei danni né sulle possibilità di recupero.
Resta la ricostruzione di un cane reduce da esperienze operative complesse, inserito in un percorso di transizione e colpito nel luogo che avrebbe dovuto garantirgli protezione.


