Calce aveva partorito nel freddo e nella polvere. Un operaio l’ha trovata con sette cuccioli: cinque sono sopravvissuti.

Quando Emanuele è arrivato in cantiere il lunedì mattina, ha pensato per qualche istante che quella cagnolina immobile tra i sacchi di cemento fosse morta.

Poi ha visto che respirava. Poco dopo si è accorto anche dei cuccioli.

Erano sette, nati durante il fine settimana in un cantiere rimasto chiuso, tra polvere, cemento e il freddo di novembre. La madre aveva cercato riparo come poteva e aveva partorito lì, senza nessuno accanto.

Cinque dei sette piccoli erano ancora vivi.

Gli operai trasformano un angolo del cantiere in un riparo

Emanuele, 46 anni e padre di tre figli, ha chiamato subito i colleghi. Insieme hanno spostato alcuni sacchi di cemento per liberare uno spazio più protetto e hanno utilizzato le proprie giacche per improvvisare un piccolo nido.

L’obiettivo era tenere al riparo la madre e i cuccioli nell’attesa dell’arrivo dei volontari.

Quel giorno Emanuele è rimasto accanto agli animali, mettendo in secondo piano il lavoro e il cantiere che avrebbe dovuto essere completato entro dicembre.

La cagnolina è stata poi chiamata Calce, un nome che richiama proprio il luogo nel quale era stata trovata insieme ai suoi piccoli.

I cinque cuccioli sono stati adottati, Calce aspetta ancora

Per i cinque cuccioli sopravvissuti è arrivata una famiglia: sono stati adottati tutti.

Per la loro madre, invece, l’attesa non è ancora terminata.

Calce, dopo aver partorito e protetto i suoi piccoli in condizioni difficili, non ha ancora trovato qualcuno disposto ad accoglierla definitivamente.

I suoi cinque cuccioli hanno già una casa. Lei è ancora in attesa della sua.

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