Le zampe posteriori non lo sorreggevano e per molti era “troppo complicato”. Poi qualcuno ha deciso di guardare oltre quella difficoltà.
Non correva come gli altri cani.
Le zampe posteriori non riuscivano a sorreggerlo e, per muoversi, aveva imparato a trascinarsi e rialzarsi ogni volta. Al rifugio, però, era sempre pronto ad avvicinarsi quando sentiva qualcuno arrivare.
Molti si fermavano davanti a lui. Lo guardavano, ascoltavano la sua storia, poi arrivava quasi sempre quel “ma” che chiudeva ogni possibilità.
Troppo fragile. Troppo impegnativo. Troppi bisogni particolari.
E lui restava lì.
Poi un giorno è arrivata una persona che non stava nemmeno cercando un cane. Ha visto quelle grandi orecchie dritte, il suo entusiasmo e il modo in cui cercava comunque il contatto nonostante le difficoltà.
Ha ascoltato tutto: le cure necessarie, i limiti, le attenzioni di cui avrebbe avuto bisogno.
Poi ha deciso di adottarlo.
Quando è tornato al rifugio per portarlo via, al cane è stato sistemato un piccolo imbrago collegato a due ruote rosse che gli permettevano di sostenere la parte posteriore del corpo.
Appena è uscito, ha cominciato a muoversi.
Non come gli altri, ma finalmente libero di andare avanti.
Oggi quelle due ruote lo accompagnano nelle passeggiate e lui continua a percorrere la sua strada, con la stessa energia che aveva mostrato dietro le sbarre.


