Tra partenze, valigie e persone di corsa, quella gatta restava sempre lì. Nessuno sapeva davvero chi stesse aspettando.
In mezzo al rumore dell’aeroporto, tra trolley, annunci e passi veloci, lei rimaneva quasi sempre nello stesso punto.
Una gatta immobile, silenziosa, attenta a ogni persona che si avvicinava. Bastava una voce, un rumore familiare o qualcuno che rallentasse perché alzasse subito la testa.
Nessuno sapeva con certezza da quanto tempo fosse lì.
C’era chi pensava fosse stata abbandonata e chi immaginava che avesse seguito qualcuno senza riuscire più a tornare a casa. Di certo, però, continuava a tornare tra i nastri dei bagagli e le sedie di metallo.
Alcuni dipendenti le lasciavano acqua e crocchette. Qualche viaggiatore si fermava per accarezzarla, poi ripartiva.
Lei, invece, restava.
Poi un giorno una giovane donna, durante uno scalo, si è fermata davvero.
Ha posato la valigia e l’ha osservata a lungo. La gatta si è avvicinata con cautela e, dopo qualche esitazione, ha strofinato la testa contro la sua mano.
Quell’incontro ha cambiato tutto.
La donna ha deciso di portarla con sé e di darle una casa.
Oggi quella gatta si chiama Luna. Vive al sicuro, dorme su un divano e trascorre le giornate nella sua nuova casa, lontana dall’aeroporto dove aveva aspettato così a lungo.


