Era magra e diffidente, ma non lasciava mai i suoi piccoli. Una mattina, però, nel nido ne mancava uno.
Dietro un negozio di fiori, sotto un tetto di lamiera, una gatta randagia aveva dato alla luce quattro gattini.
La proprietaria del negozio, la signora Imani, aveva iniziato a chiamarla Ma. Ogni giorno la vedeva allontanarsi per pochi minuti in cerca di cibo e poi tornare subito dai suoi piccoli.
Una sera di pioggia le preparò un cesto con uno scialle asciutto. Ma la gatta non si fidava ancora abbastanza da usarlo.
La mattina successiva accadde qualcosa di diverso: nel nido c’erano soltanto tre gattini.
Ma iniziò a cercare nel vicolo, mentre la signora Imani controllava con una torcia dietro i bidoni e nelle fessure.
Poi arrivò un miagolio debole.
Il quarto gattino, grigio, era rimasto incastrato tra alcune pietre. Era freddo e quasi immobile. Ma era già accanto a lui, tentando di raggiungerlo.
La signora Imani riuscì a liberarlo. La mamma lo prese delicatamente e lo riportò dagli altri piccoli.
Per i tre giorni successivi Ma rimase accanto alla cucciolata. I gattini sopravvissero e, poco tempo dopo, la gatta accettò finalmente quel cesto preparato per lei.
Da allora il negozio di fiori diventò il loro rifugio.
La signora Imani decise infine di tenere Ma e tutti e quattro i suoi cuccioli.



