Il gatto di 12 anni ha vegliato per tre giorni accanto alla donna, cercando il suo odore tra la lana rimasta sulle ginocchia.

Il lavoro a maglia era ancora appoggiato sulle ginocchia della donna. I ferri infilati nella lana, una parte appena iniziata e nessuna possibilità di portarla a termine.

Accanto a lei, sul cuscino, c’era Octave.

Il gatto europeo di 12 anni era rimasto nell’appartamento per tre giorni, senza allontanarsi dalla sua padrona. Quando gli operatori delle pompe funebri sono entrati, poco dopo le 11, lo hanno trovato sdraiato vicino al suo viso, immobile in una casa con le persiane socchiuse e l’aria ferma.

Il pelo grigio tigrato appariva opaco. Octave era stanco, ma non mostrava alcuna intenzione di lasciare quel punto del letto.

Octave veglia la padrona per tre giorni

L’operatrice che ha raccontato l’episodio conosce bene il silenzio delle abitazioni in cui una persona è morta da sola. Gli oggetti restano al loro posto, i mobili conservano le abitudini quotidiane e ogni stanza sembra aspettare un ritorno che non avverrà.

Quella mattina, però, la presenza del gatto rendeva la scena diversa.

Quando gli addetti si sono avvicinati, Octave ha sollevato la testa. Non ha tentato di fuggire e non ha reagito con aggressività. Il suo sguardo si spostava continuamente dalle persone appena entrate alla donna, per poi fermarsi sul lavoro a maglia rimasto sulle sue gambe.

Poco dopo è sceso dal letto e ha raggiunto la lana. Ha infilato il muso tra le maglie e ha chiuso gli occhi, continuando ad annusare a lungo.

Il gesto ha colpito l’operatrice, che si è accovacciata accanto a lui senza cercare di spostarlo. Per il gatto, quell’oggetto conservava ancora un odore familiare, legato alla persona con cui aveva condiviso gli anni precedenti.

Il gatto cerca il suo odore nella lana

Octave è rimasto con il muso appoggiato sul lavoro incompiuto. Solo dopo alcuni minuti si è avvicinato alla mano della donna presente nella stanza, lasciandosi accarezzare con cautela.

Il suo corpo tremava.

Non era possibile stabilire quanto avesse mangiato o bevuto nei tre giorni trascorsi all’interno dell’appartamento. Il suo comportamento, tuttavia, mostrava un forte attaccamento al luogo in cui si trovava la padrona e agli oggetti che ne conservavano l’odore.

Quando è arrivato il momento di lasciare l’abitazione, Octave è tornato verso il cuscino. Ha appoggiato una zampa sulla stoffa e si è voltato ancora una volta verso la lana.

A quel punto l’operatrice ha chiesto che il lavoro a maglia potesse essere portato via insieme al gatto.

La lana sistemata nel trasportino

Il tessuto incompiuto è stato adagiato sul fondo del trasportino. Octave si è sistemato immediatamente sopra, appoggiando il mento sulle maglie e restando in silenzio durante il trasferimento.

Quel gomitolo e i ferri rappresentavano uno degli ultimi oggetti toccati dalla donna. Per il gatto erano anche un riferimento familiare in un momento in cui l’ambiente, gli odori e le persone intorno a lui stavano cambiando.

La vicenda richiama l’attenzione anche sulla sorte degli animali che restano soli dopo la morte del proprietario. In assenza di familiari o disposizioni precise, cani e gatti possono essere affidati temporaneamente a strutture, associazioni o persone disponibili a occuparsene.

Per Octave, il primo passaggio fuori dall’appartamento è avvenuto insieme a quel lavoro a maglia rimasto incompiuto. Il gatto lo ha conservato nel trasportino, sdraiandosi sulla lana che per tre giorni aveva continuato ad annusare accanto alla sua padrona.

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