Il cane randagio tornava ogni giorno a scuola per incontrare il professor Marcelo. Dopo la sua morte continuò ad aspettarlo davanti all’ufficio.
Per anni Buboy aveva avuto un’abitudine precisa: raggiungere ogni giorno la scuola dove lavorava il professor Marcelo.
Era un cane randagio, ma tra lui e l’insegnante si era creato un rapporto diventato presto parte della quotidianità dell’istituto. Il professore divideva con lui il pranzo, gli dedicava attenzioni e passava del tempo a parlargli.
Poi, improvvisamente, quella routine si interruppe.
Buboy continuò ad aspettare davanti alla porta del professore
Quando il professor Marcelo morì, per Buboy iniziò un’attesa difficile da comprendere.
Il cane continuò a presentarsi regolarmente a scuola. Per circa due settimane rimase davanti all’ufficio dell’insegnante, grattando la porta e guardandosi intorno come se aspettasse di vederlo comparire da un momento all’altro.
Il personale scolastico si accorse presto che il cane non aveva smesso di cercarlo.
Non essendoci modo di spiegargli ciò che era accaduto, alcuni dipendenti decisero di portarlo al funerale del professore, permettendogli di essere presente per l’ultimo saluto.
Il paragone con Hachiko e la storia di Buboy
La vicenda cominciò così a essere raccontata anche fuori dalla scuola e Buboy venne soprannominato l’“Hachiko delle Filippine”, in riferimento al cane giapponese diventato celebre per aver aspettato per anni il ritorno del proprio padrone.
Il paragone nacque proprio dalla costanza con cui Buboy continuò a tornare nel luogo dove aveva trascorso tanto tempo accanto al professor Marcelo.
Quando anche il cane morì, venne sepolto in un cimitero dedicato agli animali.
La sua storia è rimasta legata soprattutto a quelle settimane trascorse davanti alla porta dell’ufficio, continuando ad aspettare una persona che aveva rappresentato per lui un punto di riferimento.


