Engelbert aveva gravi problemi fisici, zampe posteriori compromesse e orecchie congelate. Un incontro casuale gli ha cambiato la vita.
«Sono andato al rifugio per prendere un altro cane, ma era già stato adottato. Così, prima di andarmene, ho deciso di fare un giro della struttura, ed è allora che ho visto Engelbert. Aveva circa dieci pagine di problemi fisici. Le sue zampe posteriori non funzionavano. I suoi vecchi proprietari lo tenevano fuori, quindi le sue orecchie erano completamente congelate. E aveva solo tre denti. Ho pensato che, se non l’avessi preso io, nessun altro l’avrebbe fatto.»
L’adozione di Engelbert non era programmata.
L’uomo che sarebbe diventato il suo nuovo proprietario era arrivato al rifugio interessato a un altro cane, ma al suo arrivo aveva scoperto che quell’animale aveva già trovato casa. Prima di lasciare la struttura, però, decise di attraversare ancora una volta i corridoi e dare un’occhiata agli altri ospiti.
Fu allora che incontrò Engelbert.
Engelbert aveva numerosi problemi di salute
Le sue condizioni erano particolarmente difficili.
Secondo il racconto del nuovo proprietario, la documentazione sanitaria occupava una decina di pagine. Le zampe posteriori non funzionavano correttamente e il cane aveva soltanto tre denti.
Anche le orecchie portavano i segni della vita precedente. Engelbert sarebbe stato tenuto a lungo all’esterno dai vecchi proprietari e aveva riportato gravi conseguenze provocate dal freddo, fino al congelamento delle estremità.
Davanti a quel quadro, l’uomo cominciò a pensare soprattutto alle possibilità che il cane aveva di essere scelto da qualcun altro.
La decisione presa prima di lasciare il rifugio
Quello che doveva essere un semplice giro della struttura diventò così il momento decisivo.
Le difficoltà motorie, l’età e i numerosi problemi fisici avrebbero potuto rendere più complicata l’adozione di Engelbert rispetto a quella di altri cani presenti nel rifugio.
L’uomo decise invece di portarlo con sé.
Non era il cane per cui era arrivato quel giorno, ma fu quello con cui tornò a casa.
Per Engelbert, l’incontro avvenuto quasi per caso segnò così la fine della permanenza nel rifugio e l’inizio di una nuova sistemazione, questa volta con una persona consapevole delle cure e delle attenzioni di cui avrebbe avuto bisogno.


