Traumi, difficoltà respiratorie e danni agli organi possono rendere l’ernia diaframmatica un’emergenza veterinaria che richiede diagnosi e trattamento rapidi.

«Diagnosticare e curare in tempo l’ernia diaframmatica nel cane è fondamentale per evitare complicazioni. »

L’ernia diaframmatica è una condizione nella quale una lesione del diaframma permette a uno o più organi normalmente presenti nell’addome di spostarsi nella cavità toracica.

Il diaframma è il muscolo che separa torace e addome e svolge un ruolo fondamentale nella respirazione. Quando viene compromesso, organi come fegato, stomaco o intestino possono occupare spazio nel torace e ostacolare la normale espansione dei polmoni.

Ernia diaframmatica nel cane, tra forme congenite e traumi

La patologia può essere congenita oppure acquisita.

Nelle forme traumatiche, tra le cause più frequenti vengono indicati incidenti stradali, cadute dall’alto e forti colpi all’addome o al torace. Lo stesso trauma può inoltre provocare altre lesioni, come fratture costali, contusioni o lacerazioni polmonari e presenza di aria o sangue nella cavità toracica.

La gravità dei sintomi varia in base all’estensione della lesione e agli organi coinvolti.

Nei casi più importanti il cane può presentare respirazione difficoltosa, aumento della frequenza respiratoria, debolezza e alterazioni della colorazione delle mucose. In altri casi, soprattutto quando la condizione è presente da tempo, i segnali possono essere meno evidenti e comparire progressivamente.

Come viene diagnosticata

La visita veterinaria è indispensabile quando, soprattutto dopo un trauma, compaiono problemi respiratori o un improvviso peggioramento delle condizioni generali.

La diagnosi viene normalmente approfondita attraverso esami di diagnostica per immagini. Le radiografie del torace possono mostrare lo spostamento degli organi addominali, mentre l’ecografia e, in casi selezionati, altri esami possono essere utilizzati per chiarire il quadro.

La presenza di un’ernia diaframmatica non è sempre l’unico problema da affrontare: nei pazienti traumatizzati è necessario verificare anche eventuali danni agli altri organi.

Prima la stabilizzazione, poi l’intervento

Nella maggior parte delle ernie diaframmatiche traumatiche il trattamento definitivo è chirurgico.

Prima dell’operazione, però, il cane viene generalmente stabilizzato quando le sue condizioni lo richiedono. Nei pazienti con difficoltà respiratoria può essere necessario ricorrere all’ossigeno e gestire le altre conseguenze del trauma prima di procedere alla correzione chirurgica.

Durante l’intervento gli organi vengono riportati nella cavità addominale e la lesione del diaframma viene chiusa.

La complessità dell’operazione dipende da diversi fattori, tra cui dimensioni e posizione della rottura, condizioni degli organi coinvolti e presenza di eventuali aderenze nelle forme più vecchie.

Particolare attenzione viene riservata anche alla respirazione e all’anestesia, perché la normale meccanica del torace può essere alterata durante la procedura.

La prognosi dopo l’operazione

Le possibilità di recupero dipendono soprattutto dalla gravità del trauma iniziale, dalle eventuali lesioni associate e dalle condizioni generali del cane al momento dell’intervento.

Dopo l’operazione il monitoraggio rimane essenziale, in particolare nelle ernie presenti da molto tempo. Il Merck Veterinary Manual segnala infatti il rischio di complicazioni polmonari importanti nel periodo successivo alla chirurgia.

Per questo motivo non esiste una percentuale valida per tutti i pazienti: un cane stabilizzato e senza gravi danni associati può avere prospettive decisamente migliori rispetto a un animale arrivato in clinica dopo un trauma molto importante.

La rapidità con cui vengono riconosciuti i sintomi e l’intervento veterinario restano quindi elementi determinanti nella gestione dell’ernia diaframmatica.

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